Toni Servillo Altezza
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Napoli infinita
Author: Davide Vargas
language: it
Publisher: Baldini & Castoldi
Release Date: 2025-11-21T00:00:00+01:00
I luoghi, ed è bene tenerlo sempre a mente, sono “scontrosi” e non basta guardarli per comprenderli, bisogna saperli osservare per poi poterli raccontare. È quello che fa Davide Vargas negli scritti fra il 2017 e il 2024. Il “letterato-architetto” (come lo definì Alessandro Mendini) appunta, disegna, traccia una mappa di narrazioni, componendo una “guida sentimentale” di Napoli e di parte del territorio campano. Descrivendo edifici, vie, piazze, zone, complessi, paesi, città, natura, persone, storie, l’autore colloca i luoghi in una trama di relazioni geografiche, storiche e umane, con una vena soggettiva. Nel suo peregrinare incontra l’architettura antica e moderna che racconta portandola fuori dagli ambiti specialistici. La conoscenza si nutre di cinema, musica, letteratura, fotografia, mito, arte e incontri, attinge alla memoria individuale e collettiva, risale alle testimonianze di donne e uomini che, con il loro contributo, hanno cambiato l’immagine della città: Riccardo Dalisi, Fabrizio Carola, Patrizia Cavalli, Raffaele La Capria, Eduardo, Matilde Serao, Nino Migliori, Wim Wenders. Pagine da sfogliare per ripercorrere il viaggio dell’autore nei luoghi simbolo, ma anche in quelli meno conosciuti, degradati, periferici. Fino a scoprire che la città è “infinita”.
Lasciateci perdere
Lasciateci perdere era il titolo provvisorio di Mediterraneo, che nel 1992 ha vinto l'Oscar per il miglior film straniero. "Lasciateci perdere" era inteso come lasciateci stare ma anche lasciate che ci perdiamo. Lasciateci viaggiare lontano, sperimentare nuove forme di conoscenza e di creatività. Lasciateci esplorare il mondo, per inventarne uno migliore. Quel "ci" è riferito a una generazione, quella di Salvatores, che è stata bambina negli anni del boom e ha raggiunto la maggiore età nel fatidico 1968 o giù di lì. Leone ascendente Cancro, nato a Napoli e cresciuto a Milano, co-fondatore del Teatro dell'Elfo e poi regista di molti film di successo da Marrakech Express a Turné, da Mediterraneo al profetico Nirvana, fino al recente Il ritorno di Casanova, Salvatores è il regista di un cinema libero, eclettico, spesso addirittura sperimentale, impossibile da incasellare. In questo libro si racconta per la prima volta in modo inedito. Apre i cassetti della memoria condividendo il personale e il politico, l'amore e l'amicizia, la passione per il cinema, la musica e il teatro. Ci parla della vita dell'uomo, con i suoi amici storici, i due grandi amori, e l'ansia che da sempre lo affianca, e condivide momenti straordinari della vita del regista, mostrando come tutto si intrecci e sovrapponga perché in fondo «il cinema è una disciplina che aiuta a vivere mentre lo fai » . Lasciateci perdere è un viaggio che attraversa il tempo, mille storie e sentimenti in cui ognuno potrà riconoscersi.
Circospetti ci muoviamo
Il mondo ha chiaro in mente quanto è successo a Genova nel luglio del 2001. Non è solo stata stroncata la vita di un ragazzo, e martoriata quella di innumerevoli altre persone, ma è stata soffocata sul nascere l’idea di un futuro comune. Il movimento plurale e molteplice che è confluito in quella Genova parlava dei temi che adesso condizionano la vita di ogni giorno: la globalizzazione, il cambiamento climatico, le grandi potenze da cui dipendiamo. Ma non è di sconfitta o nostalgia che parla questo libro: tra memoria e immaginazione, si propone invece di raccontare ciò che la Storia crea in pochi, decisivi momenti e di come ci appaiono il futuro e il presente una volta che li osserviamo immessi nel fluire del tempo.