Incantevole Testo
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Testi mariani del secondo millennio
Zawiera tłumaczenia tekstów maryjnych Przecisława Słoty, Jana z Szmotuł, Mikołaja Hussowskiego, Stanisława Grochowskiego, Mikołaja Sępa Szarzyńskiego, Macieja Kazimierza Sarbiewskiego, Wespazjana Kochowskiego, Franciszka Karpińskiego, Franciszka Dionizego Kniaznina, Adama Mickiewicza, Juliusza Słowackiego, Zygmunta Krasińskiego, Cypriana Kamila Norwida, Marii Konopnickiej, Jana Kasprowicza, Henryka Sienkiewicza, Stanisława Wyspiańskiego, Władysława Stanisława Reymonta, Józefa Ruffera, Leopolda Staffa, Kazimiery Iłłakowiczówny, Marii Pawlikowskiej Jasnorzewskiej, Jerzego Lieberta, Jalu Kurka, Stanisława Balińskiego, Krzysztofa Kamila Baczyńskiego, Suor Nulli, Jerzego Zagórskiego, Stanisława Grochowiaka, Czesława Miłosza, Zbigniewa Herberta, Jana Twardowskiego, Jana Dobraczyńskiego, Jerzego Harasymowicza, Romana Brandstaettra, Anny Kamieńskiej, Tadeusza Różewicza. Aut. przekł.: Andrea Ceccerelli, Luigi Marinelli.
Scritti di viaggio
Author: Giuseppe Antonio Borgese
language: it
Publisher: La Nave di Teseo Editore spa
Release Date: 2024-12-06T00:00:00+01:00
Giuseppe Antonio Borgese è stato un attento viandante sempre in cammino, in perenne pellegrinaggio personale tra diverse città: da Polizzi Generosa a Palermo a Firenze a Napoli; da Berlino a Torino a Roma, poi a Milano; da New York, San Francisco e Chicago, nuovamente a Firenze, dove infine ritorna, oltre a un altrettanto lungo elenco di città visitate e contemplate in un continuo e infaticabile moto. Da questi viaggi nascono libri e resoconti che compongono un affascinante atlante letterario: da La nuova Germania (1909), ispirato dall’esperienza che gli schiude, al suo rientro in Italia, la cattedra universitaria di Letteratura tedesca, ai libri pubblicati alla metà degli anni venti, dopo aver intrapreso numerosi viaggi tra il Medio Oriente e l’Europa – Autunno di Costantinopoli (1929), Giro lungo per la primavera (1930) e Escursione in terre nuove (1931) – fino alle corrispondenze dagli Stati Uniti in parte confluite in Atlante americano (1936). È Borgese stesso a individuare nei diversi ‘viaggi e soggiorni in Germania, in Francia, in altri paesi’ la dimensione in cui si formò la sua coscienza umana e moderna e il suo ‘programma di vita e di lavoro’. Come è stato scritto, questi non sono solo diari di viaggio, ma opere di uno scrittore alla ricerca di nuove suggestioni e di nuovi spazi per l’immaginazione. Dalla prefazione di Gandolfo Librizzi.
L'invenzione del diverso
L'invenzione del diverso è una conversazione a distanza tra Pier Paolo Pasolini e Mario Mieli attraverso le loro opere e le loro irripetibili esistenze: il racconto dell'incontro mancato tra due delle figure più influenti della cultura italiana del secondo Novecento. È il 2 novembre 1975 quando il corpo massacrato di Pasolini viene ritrovato all'idroscalo di Ostia, e il 12 marzo 1983 quando Mieli si toglie la vita nel suo appartamento di Milano: due scrittori che, pur non conoscendosi e non essendosi mai frequentati, hanno portato parallelamente avanti negli stessi anni una riflessione originale su società, capitalismo e omosessualità, in un rapporto fantasmatico e misterioso. In questo libro Silvia De Laude prova allora a farli dialogare utilizzando Petrolio e Il risveglio dei Faraoni, romanzi postumi che sin dalla prima apparizione hanno sconcertato e scandalizzato l'Italia. Leggendo le due opere «in diffrazione», l'una attraverso l'altra, De Laude rivela così le sorprendenti affinità che caratterizzano due percorsi esistenziali e artistici unici: quello di Pasolini, poeta, scrittore e cineasta tormentato, interprete in prima persona del corpo e del sacro; e quello di Mieli, intellettuale dal carisma travolgente, tra i fondatori del fuori!, uno dei primi movimenti di liberazione omosessuale. Pagina dopo pagina, emerge così il tracciato comune di due autori inconsapevolmente legati da uno stesso impulso a esplorare l'ambiguità, la metamorfosi, l'androginia, e a fare del fallimento una chiave di trasformazione. L'invenzione del diverso ci conduce sulle orme lasciate da Pasolini e Mieli, seguendoli nella loro tragica ricerca di se stessi attraverso l'«altro»: il racconto di come, per raggiungere le verità più profonde e inquietanti del proprio io, sia talvolta necessario lasciarsi cadere, farsi in mille pezzi, e così rinascere infine a nuova vita.