Opere Complete Xi Recensioni Di Libri 1950 1959
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Opere complete. II: La libertà e il diritto
Freedom and the Law è il libro che più di tutti ha imposto il nome di Bruno Leoni all’attenzione degli studiosi. Pubblicato nel 1961 negli Stati Uniti, questo lavoro esamina il rapporto tra libertà e ordine giuridico. Secondo Leoni, la riduzione del diritto a semplice legislazione (e quindi alla decisione di un singolo o un’assemblea) tende a comprimere l’autonomia delle persone. Al contrario, la libertà degli individui è meglio garantita da un diritto di carattere evolutivo: sia esso fondato sul lavoro di studiosi ed esperti, secondo l’esempio dello ius civile dei Romani, oppure sulle sentenze dei tribunali, come nella tradizione del common law inglese. Freedom and the Law viene qui offerto in una nuova traduzione in lingua italiana, a cura di Carlo Lottieri, e con una prefazione di Raimondo Cubeddu.
Opere complete. V: Liberalismo e storia del pensiero politico
Una parte significativa della ricerca intellettuale condotta da Bruno Leoni ha riguardato lo sviluppo del pensiero politico moderno e, in particolare, la prospettiva teorica liberale. Anche nei suoi stessi testi di filosofia del diritto, d’altra parte, Leoni ha sempre prestato attenzione alla storia e anche alla storia delle idee. In una fase della vicenda intellettuale che assisteva al prevalere di orientamenti analitici (orientati verso un formalismo che non lasciava molto spazio all’analisi storico-culturale), Leoni ha continuato a difendere una diversa vocazione dello studioso, spinto in ciò dalla sua curiosità e anche dalla consapevolezza che non si capisce il dibattito odierno senza un’attenta riflessione sul passato. Al cuore dei testi qui riuniti c’è, quasi sempre, una netta tensione tra Stato e mercato, intervento pubblico e libertà individuale. Come sottolinea Luigi Marco Bassani nel suo ampio saggio introduttivo, «la ricostruzione di tutta la politica attraverso lo Stato e la conseguente restrizione degli ambiti di autonomia individuale è il problema e non la geniale soluzione moderna – oppure l’unica possibile – al dilemma dell’ordine politico». Per Leoni, quindi, lo Stato è da porre sul banco degli imputati ed è comunque la fondamentale questione di ogni discussione sulla modernità politica. A partire da qui è possibile comprendere il senso più autentico delle sue analisi sul nazionalismo, sul socialismo e su Marx, sul sindacalismo e soprattutto sul liberalismo, ai cui diversi orientamenti e ai maggiori autori (tra cui Benedetto Croce a Luigi Einaudi, per limitarsi agli italiani) dedica pagine di notevole interesse, nelle quali esprime la convinzione che non ci può essere libertà per gli uomini senza libero mercato. Questo appare chiaramente nel più ampio dei lavori qui riuniti – “Il pensiero politico e sociale dell’Ottocento e del Novecento”, del 1953 – ma anche in testi in apparenza minori, come quello volto a criticare una supposta distinzione tra libertà “occidentale” e “orientale”, dove riafferma una visione universale della libertà individuale, radicata nella comune appartenenza al genere umano.
Scambio dei poteri e stato delle pretese. Scritti su Bruno Leoni
Filosofo del diritto, della politica, delle scienze sociali, fondatore della rivista Il Politico e presidente della Mont Pelerin Society, Bruno Leoni è oggi considerato il più importante e originale pensatore liberale italiano e un protagonista del revival della tradizione liberal-individualistica della seconda metà del XX secolo. In Italia è stato a lungo dimenticato. Attraverso gli scritti di Raimondo Cubeddu, che partecipò a quella riscoperta curando nel 1995 l’edizione italiana della sua opera più nota ("Freedom and the Law"), la figura di Leoni si staglia, nella complessità dei suoi interessi e del suo approccio innovativo ai problemi delle scienze sociali, sia di contro al panorama culturale italiano, sia nei confronti dei suoi sodali della Mont Pelerin Society, delineando una radicale critica alla teoria delle scelte collettive (ritenute comunque lesive delle libertà individuali) che anticipa i Libertarian. Come scrive Alberto Mingardi nella sua prefazione, «tutti dovremmo essere grati a Cubeddu di aver non “riscoperto” ma “scoperto” Leoni all’inizio degli anni Novanta. L’opinione pubblica liberale, piccola o grande che sia, ha trovato un suo punto di riferimento e ha potuto intravedere la grandezza del pensatore e dell’uomo Bruno Leoni».